Mastoplastica additiva con protesi

L'aumento volumetrico della mammella prevede, nella maggioranza dei casi, l'inserimento di protesi.
L'intervento può essere eseguito in anestesia generale o locale assistita (con sedazione).
Esistono diversi tipi di protesi oggi in commercio, ma le più diffuse sono formate da un involucro esterno in silicone e contengono all'interno un gel di silicone. Le protesi che utilizziamo sono prodotte da aziende leader in questo campo che sottopongono tutti i loro prodotti ad accurata valutazione.
All'interno della vasta gamma di protesi in gel di silicone si possono differenziare due tipi in base alla forma:
- Protesi rotonde: hanno la forma di una semisfera e riempiono in maniera simmetrica i quadranti superiori ed inferiori della mammella ottenendo come risultato una mammella "giovane" con effetto push up.
- Protesi anatomiche: hanno una forma "a goccia". Questa forma, simile a quella del seno naturale, consente di ottenere risultati molto personalizzati e di evitare un eccessivo riempimento del polo superiore della mammella garantendo però la giusta proiezione del seno nella parte inferiore.
La protesi può essere posizionata dietro la ghiandola mammaria e sopra il muscolo pettorale nei casi in cui i tessuti sovrastanti siano ben rappresentati (tale tipo di intervento è controindicato in persone molto magre) o sotto il muscolo pettorale (totalmente o parzialmente).
Le incisioni attraverso cui viene inserita la protesi possono essere praticate in tre sedi: sottomammaria, periareolare e ascellare. Ognuna di esse può essere valida e la scelta si basa sulla tecnica chirurgica, il tipo di protesi e le esigenze della paziente.
Chi decide di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva deve considerare molte variabili data la varietà di protesi a disposizione e i diversi tipi di intervento, per questo motivo è molto importante la visita iniziale in cui il chirurgo, oltre ad illustrare ogni possibilità potrà aiutare la paziente a scegliere la protesi e la metodica più adatta ad ogni esigenza e illustrare tutti i benefici e le possibili complicanze di ogni tecnica.
Particolare attenzione dovrà essere seguita nel periodo post operatorio durante il quale verranno utilizzati bendaggi compressivi e reggiseno sportivo per assicurare una guarigione ottimale. Durante i primi 20 giorni è opportuno limitare i movimenti che coinvolgono il muscolo pettorale.
La masoplasica additiva può essere eseguita contestualmente ad una mastopessi.

Oltre all'utilizzo di protesi per l'aumento volumetrico della mammella si può ricorrere, in casi selezionati, all'utilizzo di sostanze riempitive a base di acido jaluronico o alla trasposizione di tessuto adiposo (lipofilling).
Per il lipofilling si preleva la quantità desiderata di tessuto adiposo da un altro distretto corporeo utilizzando piccole cannule e si inietta nei quadranti mammari che necessitano di maggior volume.
L'acido jaluronico è invece già confezionato in siringhe pre riempite e viene iniettato utilizzando un'apposita cannula.
Entrambe queste metodiche vanno incontro, in tempi diversi, ad un progressivo (totale per l'acido jaluronico e parziale per il tessuto adiposo) riassorbimento che rende necessario ripetere il trattamento nel tempo.